Nell’ambito del trapianto di rene da donatore vivente il programma

Nell’ambito del trapianto di rene da donatore vivente il programma “crossover” rappresenta una modalità aggiuntiva di accesso al trapianto per alcune categorie di pazienti di difficile trapiantabilità: si mette in atto quando una coppia di consanguinei o emozionalmente correlati si riveli biologicamente incompatibile a seguire la donazione diretta (procedura standard da donatore vivente).
In tal caso, e in presenza di almeno un’altra coppia in situazioni analoghe, donatori e riceventi biologicamente compatibili, si “incrociano”.

La prima procedura di questo tipo è stata eseguita in Corea del Sud nel 1991; sono seguite l’Europa nel 1999 e gli Stati Uniti nel 2000. L’Olanda è stata, invece, il primo Paese a lanciare un programma crossover nazionale nel 2004.
Inizialmente le perplessità etiche e giuridiche hanno rallentato l’accettazione del programma ma, dopo i primi casi, la procedura si è sviluppata rapidamente tanto da arrivare da arrivare ad esplorare la possibilità di realizzare trapianti crossover internazionali.

Una review presentata su Transplant International analizza i diversi approcci al programma, prendendo in esame aspetti organizzativi e criteri di assegnazione e di priorità anche in rifermento ad altre strategie come i trapianti AB0 incompatibili.

Gli autori analizzano e commentano gli scambi cosiddetti “a catena” nei quali un donatore cadavere, invece di donare a un ricevente in lista di attesa, dona al ricevente di una coppia incompatibile, il cui donatore dona al ricevente di un’altra coppia incompatibile e così via fino a quando il donatore dell’ultima coppia dona a un ricevente in lista di attesa da donatore cadavere e chiude la catena.
Un’altra opzione che viene commentata è quella che prevede l’inizio della catena con uno scambio di posizioni tra i riceventi in lista di attesa, in cui il primo paziente della coppia incompatibile, tra quelle inserite nel programma, non riceve direttamente l’organo, ma la priorità sulla lista di attesa per un futuro rene da donatore cadavere (di solito è un gruppo sanguigno 0 ).

Tuttavia, la procedura è controversa perché quest’ultimo trapianto proprio perché prevede l’utilizzo di un rene di gruppo 0, può produrre svantaggi per i pazienti dello stesso gruppo in lista di attesa da donatore cadavere.

Le procedure sopra descritte vengono realizzate anche con coppie compatibili tra loro attraverso la “donazione altruistica sbilanciata”, che permette alle coppie incompatibili una maggiore possibilità di trovare una corrispondenza di match e, allo stesso tempo, offre alle coppie compatibili l’opportunità di ottenere anche un rene di qualità superiore. Sembrerebbe che circa un terzo delle coppie compatibili sia disposto partecipare a tali programmi (Kranenburg LW, et al.Transpl Int 2006) Secondo i ricercatori gli scambi altruistici sbilanciati potrebbero portare sia un maggior numero di trapianti, sia una migliore qualità degli stessi.

Questa forma di scambio è, tuttavia, eticamente complessa in quanto presuppone di chiedere a coppie comunque idonee e compatibili tra loro, di scambiare i reni con sconosciuti (Gentry SE, et al. Am J Transplant 2007).

L’articolo affronta poi, un’altra opportunità di trapianto rappresentata dalla tecnica di desensibilizzazione, adottata per superare l’incompatibilità sanguigna o tissutale tra donatore e ricevente, anche all’interno di programmi crossover.
Tale metodica presenta, però, diverse criticità, in parte legate ai pazienti altamente sensibilizzati che sono svantaggiati poiché possono accettare solo una piccola quota di reni e con particolari antigeni, in parte imputabili agli “squilibri” causati dalla rarità di alcuni gruppi sanguigni.
Queste procedure sono comunque costose e tecnicamente impegnative ma diversi Centri hanno riportato, a breve e medio termine, risultati promettenti.
In alcune realtà, dove il trapianto crossover è più frequente (Paesi Bassi, Australia, Austria e Corea), si è arrivati persino a stabilire algoritmi di priorità che prevedono di: massimizzare il numero di coppie corrispondenti, favorire le coppie con gruppo sanguigno identico, stabilire una priorità di allocazione in funzione del tempo in lista di attesa e della bassa probabilità di match (antigeni rari).
Alcune simulazioni mostrano che, grazie all’adozione di questi criteri, il numero di pazienti altamente sensibilizzati che trovano donatori corrispondenti può aumentare del 10%. (Glorie KM, et al. Econ Inst Rep 2012).

Dalla sua istituzione il ricorso al trapianto crossover si è indubbiamente ampliato, diventando una modalità di trapianto accettata da molti centri in tutto il mondo. Molti progressi sono stati fatti in termini di tecnica chirurgica e di programmi informatici per meglio realizzare gli abbinamenti e ottimizzare i risultati. Tuttavia, i pazienti con gruppi rari e quelli altamente sensibilizzati, sono ancora penalizzati. Inoltre, importanti fattori legati alla logistica e alla fiducia tra i vari partecipanti limitano ancora il pieno sviluppo del programma.
Questo studio fornisce uno spaccato della realtà e ne approfondisce diversi aspetti e implicazioni, con uno sguardo ad opportunità e sfide del prossimo futuro.

FONTE:
http://trapianti.net/news-letteratura/modalita-di-realizzazione-del-trapianto-crossover/

2018-09-18T13:02:50+00:0018 settembre, 2018|