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Il trapianto di fegato salva bimbo di 6 mesi

La Befana è arrivata nella notte di giovedì, come da tradizione, portando nella sua calza un dono molto speciale. Un dono che si chiama vita. E si tratta di quella di un neonato, J., di sei mesi appena, nato a Novara e di origini sudamericane, che sottoposto a trapianto in una sala operatoria del Centro trapianti di fegato dell'ospedale Molinette, ha ricevuto in dono un organo senza il quale sarebbe morto nel giro di poche settimane. Si tratta del primo trapianto di fegato pediatrico eseguito in questo nuovo anno nel prestigioso Centro delle Molinette.

Il fegato è stato donato dai familiari di una donna di 32 anni morta all'ospedale di Brescia per emorragia cerebrale. Attraverso la tecnica detta "split", una parte dell'organo è stato trapiantato sul piccolo J., che soffriva di una grave e rara malattia congenita neonatale che colpisce un neonato su 17mila; l'altra parte del fegato è stata trapianta su un uomo all'ospedale di Milano. La donna ha donato anche il suo cuore, i polmoni e i reni ad altri pazienti bisognosi.

«Insomma, una bella festa quella della Befana - ha spiegato il professor Mauro Salizzoni, direttore del Centro trapianti di fegato che ha eseguito il delicato intervento sul piccolo J. con la sua èquipe -. Il trapianto è andato bene e per lui e per i suoi genitori è un bel momento. Il piccino era in fin di vita e sarebbe morto nell'arco di poche settimane. Questo è il primo trapianto di fegato pediatrico dell'anno eseguito nel nostro centro».

Il trapianto su J. è cominciato alle quattro della notte scorsa ed è terminato alle 12 di ieri. Il fegato della donna è stato prelevato all'ospedale di Brescia dall'equipe del Centro trapianti delle Molinette nella notte fra il 5 e il 6 gennaio. I medici hanno prelevato l'organo e sono tornati a Torino e nella sala operatoria del Centro trapianti hanno eseguito il delicato intervento sul piccolo paziente. Grazie alla tecnica dello split, vale a dire dividendo il fegato in due parti per favorire il trapianto in due riceventi diversi, una parte dell'organo è andato ad un uomo di Milano e l'altra al piccolo J. che da oggi può sorridere ad una nuova vita. Il neonato è attualmente in terapia intensiva.

Ad attendere il responso dell'intervento davanti all'ingresso del Centro trapianti di fegato, venerdì pomeriggio c'erano papà Estone Ayllon, 36 anni, operaio di Novara, e mamma Delia, 37 anni, casalinga. Già genitori di due maschietti di 15 e 16 anni, vivono a Novara da dieci. «Due mesi fa all'ospedale di Novara abbiamo scoperto la malattia di J. - ha raccontato lei, raccolta nel suo cappotto scuro -. Abbiamo atteso solo pochi giorni per l'intervento, non ci crediamo ancora. Siamo felici. La donazione è un gesto importante». «Ringraziamo il Signore, i medici e la persona che ha regalato una nuova vita a nostro figlio – ha aggiunto Estone -. Il nostro piccolo è stato coraggioso. Ricordo la sua serenità mentre entrava in sala operatoria, mentre io avevo il cuore che mi batteva forte».

Fonte: Cronaca Qui

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