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Sui trapianti

Che cos'è il trapianto di organi?
Il trapianto è una terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi ed i tessuti e che non sono curabili in altro modo e consiste nel trasferimento in un soggetto ricevente di un organo o tessuto prelevato da un soggetto donatore. Grazie alle recenti ricerche in campo medico il trapianto consente al paziente una durata ed una qualità di vita che nessun'altra terapia può garantire.
Purtroppo non tutti i pazienti che necessitano di un trapianto possono riceverlo a causa del numero di donatori.

Quali organi e tessuti possono essere trapiantati?
Attualmente gli organi che si possono prelevare sono:
il cuore, i reni, il fegato, il pancreas, i polmoni e l'intestino;
mentre i tessuti prelevabili sono:
le cornee, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, il tessuto osseo e i vasi sanguigni.

Da dove provengono gli organi trapiantati?
Gli organi e i tessuti trapiantati provengono da persone defunte e, in alcuni casi, da viventi.
In Italia, come in altri paesi del mondo, è illegale e criminale vendere o acquistare organi umani.
La donazione è anonima ed a titolo gratuito nello spirito di solidarietà e di amore per il prossimo.
E' vietata qualunque forma di remunerazione e non è possibile conoscere l'identità del donatore e del ricevente. I costi del trapianto sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Chi può donare gli organi e i tessuti?
Chiunque può donare gli organi senza limiti di età.
I donatori sono persone decedute in ospedale nelle Unità di Rianimazione a causa di una lesione al cervello (trauma cranico, emorragia etc.) o di un arresto cardiaco che abbiano provocato la totale ed irreversibile distruzione delle cellule cerebrali e quindi la morte del paziente per completa cessazione dell'attività cerebrale.
Per quanto riguarda i tessuti vigono invece i seguenti limiti di età:
Cornee massimo 75 anni
Valvole e vasi massimo 50 anni
tessuto osseo dai 15 ai 65 anni
tessuto cutaneo dai 14 ai 75 anni

Che aspetto ha la salma dopo la donazione?
Gli organi vengono prelevati nel più grande rispetto della salma: il corpo non appare deturpato o mutilato e si presenta uguale a quello di qualsiasi defunto.
Il prelievo di cataratta non comporta l'asportazione dell'occhio per cui non è visibile alcun segno di incisione.

Come vengono assegnati gli organi?
Gli organi vengono assegnati ai pazienti iscritti nella lista di attesa.
La selezione del ricevente viene effettuata in base a criteri oggettivi e trasparenti (urgenza, compatibilità clinica e immunologia) che favoriscono la riuscita del trapianto.
I tessuti prelevati provengono invece dalle banche dove vengono conservati in attesa di essere utilizzate sui pazienti bisognosi.

Come vivono i trapiantati?
I trapiantati riprendono nuovamente a vivere, possono lavorare, viaggiare e vivere dopo essere stati gravemente ammalati e, spesso, vicini alla morte.
I soggetti giovani possono avere figli e le donne possono portare a termine una gravidanza.
Gli episodi di rigetto sono sempre più rari e controllabili con terapia farmacologica.

Le confessioni religiose cosa pensano circa il prelievo di organi?
Tutte le confessioni religiose si esprimono favorevolmente su questo tema sostenendo ed incoraggiando la donazione per il valore etico e morale del donare vita e speranza a persone che si trovano in difficoltà.

Perché dovrei donare?
Donare significa salvare vite umane o curare malattie gravissime.
Ognuno di noi potrebbe aver bisogno di un trapianto e ognuno di noi può scegliere di diventare donatore.
Ognuno di noi può scegliere la vita.

Come si può esprimere la volontà di donare?
Chiunque può dare consenso o dissenso esplicito scegliendo varie modalità:

  • Il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000
  • La registrazione della propria volontà sulla banca dati del Ministero della Salute effettuata presso gli sportelli ASL abilitati
  • Una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco riportante nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma
  • La tessera delle Associazione di volontariato e delle Associazioni di Pazienti.
In mancanza di esplicita dichiarazione espressa in vita i familiari possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte.
L'opposizione non è consentita se dai documenti del defunto o dalle dichiarazioni depositate presso le ASL risulta che questi abbia espresso volontà favorevole alla donazione.

Se non mi esprimo vale il silenzio-assenso?
No, chi non si esprime lascia ai familiari l'onere della decisione, molto difficile e dolorosa al momento della perdita del proprio congiunto.

Perché donare i propri organi e tessuti ?
La possibilità di trapiantare organi e tessuti prelevati da una persona deceduta  ad un’altra che ha necessità di essere curata è una grande opportunità: attraverso il trapianto è possibile salvare e migliorare la qualità di vita di molti pazienti.

Quali organi e tessuti possono essere donati? 
ORGANI: cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas e intestino.
TESSUTI: pelle, ossa , tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni.

Quando avviene la donazione di organi ?
Solo dopo che è stato fatto tutto per salvare il paziente, ma il cervello non funziona più e non potrà mai più funzionare a causa della completa distruzione delle cellule cerebrali; quando cioè sia stata accertata la morte encefalica, o morte cerebrale, stato definitivo irreversibile.

Come fanno i medici a stabilire che una persona è morta ?
La morte è causata da una totale assenza di funzioni cerebrali, dipendenti da un prolungato arresto della circolazione per almeno 20 minuti, o da una gravissima lesione che ha colpito direttamente il cervello. In questi casi, detti di “morte cerebrale”, i medici eseguono una serie di accertamenti clinici per stabilire, per un periodo di almeno 6 ore consecutive, la contemporanea assenza di:

  •  riflessi che partono direttamente dal cervello,
  •  reazioni agli stimoli dolorifici,
  •  respiro spontaneo,
  •  stato di coscienza
  •  qualsiasi attività elettrica del cervello (elettroencefalogramma piatto).

La morte può essere accertata da un solo medico ?
No, in ogni caso gli accertamenti devono essere effettuati da una commissione di 3 medici (un medico legale, un rianimatore ed un neurologo), registrati e ripetuti almeno 3 volte nel periodo delle 6 ore.

In una persona morta il cuore può battere ancora ?
Si, la morte di una persona è determinata esclusivamente dalla morte del cervello, indipendentemente dalla funzioni residue di qualsiasi organo. Per questo motivo in un soggetto deceduto in condizioni di “morte encefalica”, se si mantiene una ventilazione meccanica, il cuore può battere per alcune ore. La donazione di organi può essere effettuata solo in questi casi

Che differenza c’è tra morte cerebrale e coma ?
Nella morte cerebrale tutte le cellule cerebrali sono morte e non è possibile rilevare alcuna attività (vitale). Nel coma il paziente è vivo, anche se la coscienza è assente; i riflessi sono presenti, l’attività elettrica è rilevabile, così come la risposta agli stimoli dolorifici. Il paziente in coma viene curato, spesso con ottimi risultati, e riprende una vita normale.

E’ possibile confondere il coma con la morte cerebrale ?
No, le procedure diagnostiche consentono di escludere (con sicurezza) questa possibilità.

E’ possibile decidere a chi verranno trapiantati i propri organi dopo la morte?
No, Gli organi vengono assegnati ai pazienti in lista di attesa in base alle condizioni di urgenza ed alla compatibilità clinica ed immunologica del donatore con le persone in attesa di trapianto.

I pazienti pagano per ricevere un organo ?
No, è illegale comprare o vendere organi umani: la donazione è sempre gratuita ed anonima. I costi del trapianto sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Come vivono i trapiantati ?
Rinascono! Riprendono a lavorare, viaggiare, fare sport, Riprendono a vivere, dopo essere stati gravemente ammalati e, spesso, vicini alla morte.
I soggetti in età fertile possono avere figli, le giovani donne trapiantate possono portare a termine una gravidanza. Ormai i casi di rigetto sono sempre più rari e controllabili dalla terapia farmacologia.

Fino a quale età si  possono donare organi e tessuti ?
Non esistono limiti di età: in particolare le cornee e il fegato, prelevati da donatori di età superiore ad 80 anni, sono frequentemente idonei ad essere prelevati e trapiantati.

Attraverso organi e tessuti possono essere trasmesse gravi malattie ?
Ogni potenziale donatore viene obbligatoriamente sottoposto ad accurati accertamenti clinici,  laboratoristici e strumentali che garantiscono ampi margini di sicurezza

Perchè io dovrei donare ?
Spesso evitiamo questa domanda, ritenendo che il trapianto sia estraneo alla nostra vita.
Donare i propri organi e tessuti significa salvare vite umane o curare gravi malattie
Ognuno di noi potrebbe avere bisogno di essere curato con un trapianto
Ognuno di noi può scegliere di essere donatore di organi.

La normativa sui trapianti è dedicata a 3 diversi aspetti.

  • L’accertamento di morte;
  • La formulazione della manifestazione di volontà alla donazione;
  • L’organizzazione del sistema trapianti;

L’accertamento di morte è regolamentato attraverso la legge 578/93 e dal DM 582/94, la cui applicazione ha consentito di precisare in modo chiaro e definitivo le procedure per accertare la morte che, in ogni caso, sono state rese obbligatorie indipendentemente dalla possibilità di effettuare prelievi di organi e tessuti.
La manifestazione di volontà è regolamentata dai primi 5 articoli della legge 91/99 che prevedono:

  • l’informazione dei cittadini sulle tematiche della donazione e del trapianto.
  • la manifestazione della volontà in una prima fase attraverso un meccanismo di consenso esplicito (i cittadini sono chiamati ad esprimere un sì o un no) e in una fase successiva attraverso il silenzio-assenso. In questa seconda fase si sarebbe dovuto considerare donatore chi non avesse espresso il proprio no, ma tale disposizione non è attiva

L’organizzazione del sistema trapianti è regolamentata dai  23 successivi articoli della legge 91/99 attraverso:

  • un centro nazionale, centri interregionali e centri regionali, che presiedono l’insieme delle attività e, in particolare, la gestione delle liste di attesa e l’ assegnazione degli organi,
  • la definizione di una nuova funzione sanitaria (il coordinamento ai prelievi) dedicata all’incremento delle attività di donazione ed ai rapporti con i familiari dei donatori
  • la verifica della idoneità degli organi e dei tessuti prelevati
  • la realizzazione di un sistema informatico nazionale dedicato  a tutte le attività collegate con il trapianto
  • la definizione di regole e di metodologie condivise ed attuate da tutto il sistema trapianti in modo chiaro e trasparente

Come si esprime la volontà di donare ?
Lo si può fare attraverso il tesserino che è stato distribuito ai cittadini pochi anni fa insieme alle schede elettorali.
In generale sono previste due modalità per esprimere la volontà:

  • attraverso la dichiarazione scritta che il cittadino porta con se con i propri documenti;
  • Attraverso la registrazione della volontà (positiva o negativa) effettuata presso le USL o i medici di famiglia.

Con questa iniziativa si da la possibilità (non l’obbligo) di esprimere la propria volontà. Il sistema non è il silenzio-assenso ma il consenso o dissenso esplicito (come previsto dall’art.23 della legge n.91 del 1 aprile 1999). Se un cittadino non si esprime, è previsto dalla legge la possibilità per i familiari (la legge indica quali: coniuge, convivente more-uxorio, figli, genitori) di opporsi al prelievo. In ogni caso il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione positiva.
Qualunque nota scritta che riporti: cognome e nome, data di nascita, codice fiscale (non obbligatorio), dichiarazione di volontà, data e firma, è considerata valida ai fini della dichiarazione di volontà. Ogni cittadino può registrare la propria volontà anche alla USL, in questo caso i suoi dati vengono inseriti in un archivio situato presso il Centro Nazionale per i Trapianti che è collegato con i Centri Interregionali. Il cittadino può manifestare la propria volontà anche al medico di famiglia o ad una sede dell'Aido.
In caso di possibile donazione in un soggetto di cui venga accertata la morte ai sensi della legge n.578 del 29 dicembre 1993 e del decreto del Ministero della Sanità n.582 del 22 agosto 1994, i medici rianimatori verificano se il soggetto ha con se la dichiarazione o ha registrato la propria volontà nel registro informatico. Possono verificarsi solo tre casi:

  • il soggetto ha espresso in vita la volontà positiva alla donazione. In questo caso i familiari non possono opporsi.
  • il soggetto ha espresso volontà negativa alla donazione. In questo caso non c’è prelievo d’organi.
  • il soggetto non si è espresso. In questo caso il prelievo è soggetto all'autorizzazione dei familiari.

In ogni momento si può cambiare idea con una nuova dichiarazione.

A chi va consegnato il tesserino?
Va portato con sé insieme ai propri documenti personali. Dal prossimo mese di luglio è possibile registrare la propria volontà anche alla ASL di appartenenza. E’ importante comunque comunicare la propria volontà anche ai familiari.

In caso di smarrimento del tesserino cosa devo fare?
Si può scrivere un qualsiasi foglio riportando: nome cognome, dati anagrafici, manifestazione di volontà, data e firma. Anche questa modalità è considerata valida ai fini della dichiarazione di volontà.

Sono portatore di epatite C/B posso donare i miei organi?
Non ci sono controindicazioni assolute. E’ vero però che il prelievo degli organi si può effettuare solo in assenza di malattie trasmissibili. Tuttavia la valutazione di idoneità clinica del potenziale donatore viene eseguita dai medici solo al momento dell’eventuale prelievo. Con questo tesserino si chiede a tutti i cittadini di esprimere la propria volontà a prescindere dallo stato clinico.

Sul tesserino è indicato numero e documento. A quale si riferisce?
Indicare il documento non è obbligatorio, comunque il riferimento è al documento di riconoscimento (carta d’identità, patente, passaporto).

Il documento di riconoscimento ha una scadenza. Quando scade è necessario manifestare nuovamente la volontà?
No, la manifestazione di volontà non è legata in alcun modo alla scadenza del documento che viene indicato sul tesserino. La manifestazione di volontà è considerata valida fino a quando non viene presentata una successiva dichiarazione contraria alla precedente. In questo caso fa fede la data di sottoscrizione della nuova dichiarazione.

Avevo già la tessera AIDO (o altra tessera di altra Associazione) cosa devo fare con questo tesserino?
Qualsiasi dichiarazione che contenga: cognome e nome, dati anagrafici, dichiarazione di volontà, data e firma è considerata valida ai fini della dichiarazione di volontà. Se sulle tessere delle Associazioni sono riportati questi dati, anche queste sono considerate valide, in questo caso non è necessario compilare il tesserino distribuito.

Se un cittadino non si esprime vale il silenzio-assenso?

Assolutamente NO. Siamo in una fase transitoria prevista dall’art. 23 della legge n.91 del 1 aprile 1999. Il suddetto articolo prevede che prima dell’applicazione del silenzio-assenso sia data la possibilità (non l’obbligo) ai cittadini italiani di esprimere la propria volontà. Chi non si esprime lascia la possibilità di opporsi ai familiari.